“questa estate che ci cola tra le gambe”

INTRO.
è estate. fa un caldo porco, chi l’avrebbe mai detto.
son contento che sia finalmente arrivata questa tanto agognata estate.
son contento nonostante il caldo atroce. nonostante il sudore che ti cola lungo la schiena, nonostante le fottute zanzare, nonostante i milanesi, nonostante il male ai piedi, nonostante i viaggi in treno, in carri bestiame a 800 gradi per la pianura padana verso città di cemento e carbonella.
son contento, nonostante tutto!

IMPREVEDIBILITà. 0.1
quello che mi piace dell’estate è l’imprevedibilità. che ha indubbiamente i suoi pro e contro. ma che da all’estate quel sapore in più delle altre stagioni. che la caratterizza, la rende unica.
la mia estate voglio che sia sempre poco organizzata. voglio che si costruisca da se, giorno dopo giorno. d’estate voglio essere un attore catapultato su un palco, voglio improvvisare, costruire la mia storia pezzo per pezzo: aggiungendo colpi di scena, sotterrando binari morti, aprendo e chiudendo cerchi e indubbiamente inventando e introducendo personaggi nuovi e curiosi.

ma cosa si può improvvisare l’estate?

improvvisazione 1.0 IMPROVVISARE IL TEMPO
ma, un po’ tutto. la mia giorrnata ad esempio. come distribuire nell’arco delle 24ore i miei minuti di sonno, come piazzarli in modo da sfruttare il fresco della notte al meglio. un’altra cosa che mi piacerebbe fare è impiegare al meglio il meteo stabile, ma questo è assai difficile. resta tuttavia un elemnto di imprevedibilità, che alla fine della fiera enfatizza il gioco. perchè potessi, farei mille cose!!: ma spesso manca il socio o le condizioni (non per forza per scalare.. anche per fare una bagno al lago ad esempio!). e allora bo. spesso devi improvviare. e capita che ti inventi il socio, e ti ritrovi davanti a una birra con gente conosciuta, oppure ti lanci e tenti anche se non sai le condizioni. e ti ritrovi davanti a una parete fradicia, o ti succede di girare per ore a cercare un conceto che eri convinto: era da quelle parti, era quel giorno lì. ma eri convinto e basta, intorno il deserto. insomma, tentar non nuoce dice il detto. e poi come andrà a finire bo, il bello dell’estate è anche quello. non devi fare rapporto a nessuno, non devi raggiungere risultati (a parte passare gli esami va beh.. :D). non hai tempi che stringono e che devi rispettare. anzi, uno in realtà c’è: è il termine ultimo, la fine dell’estate. che arriverà dopodomani, questo è poco ma sicuro; ma di buono c’è che arriverà lentamente, di soppiatto, alle spalle: l’estate sfuma, vola via, scompare silenziosa nelle serate autunnali che si accorciano.

improvvisazione 1.1 IMPROVVISARE LE ATMOSFERE
c’è chi ha l’estate completamente organizzata, giorno per giorno, per paura di non sfruttarne una parte, credo. ero uno di quelli fino a qualche anno fa. poi mi sono accorto che alla fine, tirando le somme, quello che mi era restato di quelle estati era sempre qualcosa che non avevo messo in programma. era un qualcosa di impossibile da prevedere prima. erano delle sensazioni, dei momenti, delle atmosfere. che cause congiunturali precise e inimmaginabili avevano creato: era una sorta di piacere retrospettivo, regalatomi da qualcosa di insospettabile. ricordo certe estati per i concerti, ma non tanto per la bellezza dei concerti, quanto per l’organizzarsi, informarsi e poi andare, cercare il posto e finire la serata a chiacchierare su tavoli da birreria sempre uguali. ricordo estati per le grigliate e i bagni al lago, serate memorabili, che diventavano tali per il loro essere sempre nate spontaneamente, dal nulla, da un’idea venuta al pomeriggio; dalla voglai d itare insieme e di divertirci. ricordo un’estate in particolare, di quando ero bambino. ai tempi andavo un mesetto ad asiago, ospite di mia zia, e un anno ero andato, quasi tutti i giorni, con un amico, ad aiutare il malghese con le mucche. era la cosa più bella del mondo e per tutto l’inverno non rivedevo l’ora di tornare là. l’anno dopo tornai ma io e l’amico eravamo cresciuti, avevamo altri interessi e la cosa ci parve di scarso interesse e poco interessante. eppure me lo ricordavo come un’esperienza bellisima! già, ma ora avevo delle aspettative, e delle aspettative alte. e soprattuto il secondo anno era venuta a mancare la spontaneità, la congiunturalità, che ci aveva porato in quella stalla. è stato forse quella volta che ho imparato sulla mia pelle il segreto dell’estate. ho impararto a cercare di non organizzarmi, di lasciare al destino le redini e dargli solo qualche dritta. da allora, ogni estate a venire mi ha lasciato qualcosa, quasi sempre un segno profondo, dei ricordi bellissimi. ma sempre un ricordo, un segno un qualcosa di diverso.

improvvisazione 1.2 IMPROVVISARE LA COMPAGNIA
un’altra faccia di questa imporvvisazione, è la gente che mi sta intorno. è una quetione forse anche di casualità. perchè d’inverno hai mille impegni, incontri una perona, due parole e ti alsci, augurandoti di rivederti. lasci al caso, magari ci rivedremo presto. magari, difficile. invece l’estate,che non hai programmi, incontri qualcuno e stai bene con lui? ottimo, probabilmente passerò tutta la giornata con lui. incontro uno al bar, che non vedo da tempo, lo invito inseme a me quella sera. magari passeremo una settimana vedendoci tutti i giorni. magari quella sera non verrà. non puoi sapere, ne cosa succederà, ne se sarà un risvolto positivo. ma sicuramente puoi provarci.

EPILOGO
e allora viva l’estate, viva l’estate della gente che è sempre in giro e ha voglia di mettersi in gioco, di conocere gente nuova, di girare nuovi posti e scoprire nuovi ambienti. e soprattutto di crearli. andate, fate, inventate atmosfere. che poi saranno piacere retrospettivo. diceva il buon mick fowler a andy cave in tenda durante la bufera sulla nord del kennedy: “non vorrei affatto essere su una spiaggia al mare. non vorrei essere altrove che qui: pensa al piacere retrospettivo..” .
non saprei aggiungere altro. che livello.
buona estate mondo.

Pubblicato in generale, schizzi | Contrassegnato , , , , , , | Commenti disabilitati su “questa estate che ci cola tra le gambe”

magic line, qualido

a metà settimana, durante un mega temporale sopraggiunto di colpo in un osplendido giorno all’apparenza di sole, ti arriva il classico sms: cosa fai sabato?
bella domanda. come sempre dipende dal meteo. magari andrò a far festa. magari andrò ad arroccarmi su qualche rupe orobica. who knows?!

in settimana sento, su quel maledetto attrezzo chiamato whattsapp, con cui mandando dei disegni alla gente ti fai delle grasse risate, il buon gianola, forte falesista premanese sempre in forma e voglioso di roccia ingaggiosa.
la domenica mi chiede il gianola. pota, sto weekend c’è il raduno bal. che chissà se riusciremo a farlo e chissà dove andremo ma non si può mancare!! anzi, vecio, perchè non sei dei nostri al bal?
sabato va coi falesisti il ragazzo, che si tiene di brutto. però magari ci raggiunge la domenica. al cavallo, se andiamo al cavallo. chiusa li, ci sentiamo.
il giorno dopo mi scrive che venerdì è in ferie. ma io venerdì avrei le mie 4 ore e mezza di mecc delle macchine e, in primis, per senso del dovere (mah) declino, perplesso anche dalla meteo. ma la sera ricontrollo. e venerdì sembra diano bello. davvero bello. e la mia mente inziia a elaborare soluzioni, organizzare costruire disfare sistemare le situazioni piu svariate. e alla fine ho un piano. che non so se potrà funzionare, ma sicuro si potrà provare. avevamo mica parlato di qualido io e il gianola una volta passeggiando sul granito della valle dell’orco?! e mica il raduno bal forse doveva essere in qualido?! e mi era venuta voglia di ingaggiarmi da quelle parti?! qualiquasi gli faccio una propostina al socio, che potrebbe starci. c’è una linea.. una linea magica.. che è da un po’ che la tengo d’occhio…. e la meccanica delle macchine pota. anche lei meritava in effetti, non lo metto in dubbio. mi perdonerà.

e allora via, salta sul primo treno, incastra l’ennesima cena di saluto a soci che se ne vanno in australia, mettici dentro anche un paio di ore di sonno, rintraccia un posto dove dormire venerdì sera in zona lecco, fai il pieno di benza della macchina ed è tutto sembra diventare pian piano più fattibile.

alle 4 e 41 di venerdì mattina, sono alla guida del mio fiestino, metto della buona musica, sono un po’ rincoglionito e viaggio alla grande lungo la valcamonica e la valtellina. arrivo ad ardenno addirittura in anticipo!

la parete è bella e grande, le placche sono belle compatte. un tiro dopo l’altro ci alziamo ammirando le cime intorno a noi piene di neve primaverile.

101_0389

101_0385

a comando alterno, veloci ma tranquilli, andiamo sempre piu su, leggeri e decisi a goderci questo bel sole primaverile! scambiamo giusto due battute alle soste, per prender fiato e ripartire.

qualido 1

qualido

un pizzico di brio sul tiro duro di placca me lo prendo sbagliando strada e finendo prima nel nulla liscissimo e pochi istanti dopo appeso alla corda 15 metri sotto, a testa in giù; ma si riparte e non si molla un cazzo.

101_0396

mi diverto un sacco sul tiro chiave della fessurina a staffare i friend e giocare all’artificiale, così come a fare le foto al mio compare che se lo passeggia in libera incastrando e spalmando l’inverosimile!

101_0414

e poi su, la parete pian piano spiana ma non bisogna lasciarsi andare: alla vista della “vetta” parto dritto per dritto e mi trovo nel nulla totale con 40 metri di lasco e devo tornare giu disarrampicando in discesa col mio socio che se la grigna in sosta guardando le mie peripezie.

101_0417

101_0429

ma in qualche modo siam su, foto di vetta, scatoletta di tonno, e giu!

101_0430

doppiettazze da 70 come dei fulmini, che andiam così veloce che i due chicchi di grandine che ci colpiscono, impauriti, se tornano da dove erano venuti. alle 6 siamo alla macchina e quasi quasi ci faremmo un tuffo nel fiume! cazzo fa caldino qua giu in fondo, altro che l’ariettina che tirava su in sosta!! va che forse arriva l’estate… forse.
e via, saliamo sulla spaziale seat del gianola e via, veloci come il vento. che per cena siamo quasi bellamente a casa. (lui forse, io dopo altre due ore di estenuante guida solitaria per le stradine camune. :D)

info sulla via:
magic line, 700m 7c e a1(6b(+?)obb)/s2+/III
classica e molto ripetuta via del qualido. attrezzatura ottima a piastrine artigianali e qualche spit. arrampicata prevalentemente di placca chiodata abbastanza ariosa, tiro chiave azzerabile con friends medi-medio-piccoli. discesa doppie sulla via, una doppia fuori via cordone blu evidente (la penultima!). roccia sempre ottima anche se ci sono diverse cengette erbose abbastanza fastidiose che tolgono continuità e che rendon anche i tiri di quarto e il traverso di 3o moolto delicati (perchè spesso difficil ida proteggere!). (è una parete alpina, non una falesia insomma. ;D)
una serie di friend (0.4–>2) fa comodo quindi non solo per azzerare il tiroduro (che ha anche tre o quattro spit) ma per proteggere questi tratti. soste ottime o comunque buone.
ottime relazioni sul web, in particolare sul sito paolo e sonja.
personalmente ho trovato l’arrampicata entuisiasmante solo a tratti ma d’altronde su una grande parete nno si può pretendere.. :D tutto sommato una gran via per i placchisti e gli amanti del genere, consigliata.

Pubblicato in alpinismo, roccia | Contrassegnato , , , , , , , | Commenti disabilitati su magic line, qualido